giovedì 28 aprile 2011

Pompelmo e uovo in camicia per "Il cigno nero"

Mamma mia che film! Pazzesco! Mi è piaciuto tantissimo per la sua irrazionalità, l'originalità......TUTTO! Ho sempre avuto un debole per questo genere di film...e devo dire che questo è molto ma molto più inquietante di qualsiasi horror. E' impensabile che il cervello di una persona possa arrivare a tanto ma il film ripropone il tema della follia in modo impeccabile! Appena uscito nelle sale pensavo che fosse di una noia mortale, insomma la storia di una ballerina di danza classica non mi attraeva più di tanto, poi sentendo i commenti degli altri e incoraggiata dall'Oscar dato a Natalie Portman mi sono detta: "Ok, ci provo!" e adesso non vedo l'ora che esca in dvd per aggiungerlo alla mia collezione!
Credetemi, certe scene sono davvero tremende, quindi se siete facilmente impressionabili, per un attimo chiudete gli occhi! Uscita dal cinema la prima cosa che ho detto è stata: "giuro che mai più mi toglierò una pelliccina dalle unghie!"....chi l'ha visto sa a cosa mi riferisco! Huh! In ogni caso Natalie Portman è davvero fantastica, da applauso, mai un Oscar fu più meritato di questo! Vedetelo e mi darete ragione!
Il film racconta la storia di Nina, una ballerina insicura e fragile che vive con una madre iper possessiva. Avendo dovuto lasciare la danza a causa della gravidanza, la madre vede Nina come uno specchio della sua gioventù privata e la incoraggia ad intraprendere il suo stesso cammino. Le frustrazioni di Nina aumentano quando le viene affidato il ruolo di cigno bianco dal coreografo della New York City Ballet, Vincent Cassel. Quest'ultimo decide di inscenare il Lago dei cigni con una ballerina sola che avrà il compito di rappresentare entrambi i cigni, quello bianco e quello nero. Nina però è troppo buona, troppo perfetta per aggiudicarsi il ruolo di cigno nero ma riesce comunque ad accaparrarsi entrambe le parti e inizia a lavorare faticosamente sullo spettacolo. Nonostante il ruolo di cigno nero non gli si addica, nel tentativo di non perderlo inizia a dedicarsi fanaticamente al ruolo, a tal punto da ossessionarsi in modo quasi maniacale al personaggio attraverso allucinazioni e psicosi che le fanno credere di essere un vero e proprio cigno.
Nel film non esiste una vera e propria ricetta dato che il cibo è fuori questione......Nina è bulimica e il suo perfezionismo nell'essere una brava ballerina sconfina anche in questo ambito. Una scena in particolare mostra chiaramente quanto il cibo possa contare per Nina ed è quella della sua colazione: pompelmo e uovo in camicia (io non avevo il pompelmo e ho utilizzato un'arancia) Per me questa è stata la scena sicuramente più inquietante del film! :-/



Scena del film

mercoledì 20 aprile 2011

Zabaione per "Benvenuti al sud"

Divertentissimo! Se ancora non l'avete visto....vedetelo! Mi ha fatto davvero morire dalle risate! Bisio è troppo comico, così come la storia! Un responsabile delle poste italiane della bassa Brianza che a malincuore deve trasferirsi per motivi di lavoro al sud, a Castellabate o come dice Bisio a "Chateau-abbaye". Nel film ritroviamo tutti gli stereotipi che contraddistinguono il nord e il sud e i pregiudizi che nascono da mentalità e stili di vita completamente diversi,  insomma uno scontro pacifico tra due culture opposte.
Chi ha visto la versione francese "Giù al nord" capirà sin da subito che il film in questione è un remake dell'opera di Dany Boon e nonostante le aspre critiche rivolte al film italiano, mi sento di dire che non è mi dispiaciuto affatto. Purtroppo noi italiani siamo troppo autocritici e valorizziamo più il prodotto estero di quello italiano ( tema caro al film "Boris" ). Gli americani vivono di remake e i film dell'orrore ne sono la prova lampante. Volete un esempio? The Grudge, The Ring, The Uninvited, The Eye, così come tanti altri sono stati copiati e riadattati da film giapponesi e hanno incassato molto di più rispetto ai loro originali, quindi la domanda è: se lo fanno loro, perchè non dovremmo farlo noi?
Per quanto riguarda la ricetta, ammetto che ero davvero indecisa nella scelta....ce n'erano talmente tante che non sapevo davvero quale scegliere ma alla fine ho optato per questa: zabaione. Nel film ricorre molto spesso dato che è la colazione preferita di Mattia (Alessandro Siani), il primo amico di Bisio nella sua nuova terra. Mattia è innamorato di Maria, dopo un breve periodo di fidanzamento, la storia tra i due si conclude a causa del suo rapporto morboso con la madre. Mattia, deciso a riprendersi la ragazza, va a parlare con la madre che dal canto suo gli offre lo zabaione specificando di volerlo fare con il marsala per fare contento il figlio. Mattia se ne va senza aver concluso nulla ma quando va a parlare con Bisio gli dice: " Quannu ce mette u Marsala, vuol dire che ha capito!" A buon intenditore, poche parole!




martedì 12 aprile 2011

Pizza di Pasqua

Con questa ricetta partecipo al contest di un Pizzico di Cannella  "Cannellami"







 Uno dei miei dolci preferiti: la pizza di Pasqua (dolce). Come si fa a resistere a questa tentazione. Morbida, profumatissima e versatile. Mai provata con un bel pezzo di uovo di Pasqua? Allora cosa aspettate? Ecco la ricetta:

Per il lievitino:

2 cubetti di lievito di birra
200 g. di farina 00
70 ml. di latte

Per la pizza:

300 g. di zucchero
400 g. di farina di manitoba
400 g. di farina 00
7 uova
1 pizzico di sale
70 g. di strutto
1 cucchiaio di semi di anice
1 cucchiaio di cannella
100 ml di liquori misti (sambuca, mandarinetto, strega, amaretto, alchermes, vermouth, rhum....)
2 bustine di vanillina
scorza grattugiata di 1 arancia
scorza grattugiata di 1 limone
a piacere fialette di aromi vari ( io ho messo: arancia, limone, vaniglia, fiori d'arancio e anice)


Per la glassa reale (opzionale):

1 albume
150 g. di zucchero a velo vanigliato
confettini colorati
(per la ricetta cliccare qui)

Preparare il lievitino con 100 g. di farina, il latte e il lievito di birra sciolto. Lasciar lievitare in luogo riparato fino al raddoppio. Aggiungere i restanti 100 g. di farina e lasciar lievitare una seconda volta.
A parte mischiare tutti gli aromi (liquori, scorze, fialette, semi..) in un bicchiere e lasciar riposare per un'ora così da far evaporare un pò l'alcol  (importante per avere una buona lievitazione!).
In una ciotola capiente iniziare a lavorare l'impasto all'incirca per 15 minuti aggiungendo tutti gli ingredienti e il lievitino. L'impasto dev'essere morbido ma non appiccicoso, se serve unire altra farina ma consiglio vivamente di non abbondare. Imburrare e infarinare la teglia per la pizza di pasqua ( o come dico io "la ciotola per cani") e sistemarvi l'impasto ( con queste dosi vengono due pizze grandi ) e lasciarlo lievitare in luogo caldo fino a farlo raddoppiare ( io metto l'impasto sopra al motore del frigo ;-). Quando l'impasto si trova quasi al bordo della teglia a mò di cupola (tipo babà) è pronto. 
Infornare in forno già caldo a 170° per 40-45 minuti con una ciotolina di acqua sul fondo del forno per creare un pò di vapore per evitare di seccare troppo la pizza. Togliere dal forno e lasciar freddare. Se si vuole, glassarla con la glassa reale e quando questa è asciutta conservarla in un sacchetto di cellophane (la pizza tende a seccarsi un pochino).


lunedì 4 aprile 2011

Padellata di verdure per "Boris"



Non male! Diciamo che non è il genere di film che vedo volentieri ma non mi è dispiaciuto. Lo consiglio a tutti coloro che s'interessano di cinema e vogliono capire come funziona l'industria cinematografica in Italia. Uno schifo in poche parole! La storia di un povero regista che decide di mettere in scena un film di denuncia sul mondo dei politici e che si ritrova per forza di cose a dover rinunciare al suo progetto per abbracciare l'idea dei classici e patetici cinepanettoni. Nel film ritroviamo la classica attricetta montata, il grande attore tossico, gli sceneggiatori figli di papà che sfruttano giovani universitari talentuosi per i loro script, il regista idealista, la troupe cinematografica scarsa ma fedele al volere del regista e quella fatta di grandi professionisti interessati solo al loro nome e ai soldi. Il tutto in un contesto comico e drammatico che evidenzia tutto ciò che non va nel mondo del cinema italiano......la scena in cui non riescono a girare il film a causa dei finti bombardamenti di un film americano rende bene l'idea di quanto valore possa avere il cinema in Italia. Chi ha visto la serie su Sky sicuramente avrà una visione più completa della mia e già saprà di cosa sto parlando e per chi invece non l'ha vista, non disperate, stiamo sulla stessa barca. :-)
Per quanto riguarda la ricetta...beh, niente di più semplice...padellata di verdure. Nel film gli sceneggiatori pur di non lavorare si dedicano ai passatempi più disparati come cucinare, giocare a tennis, ecc. e invece di preoccuparsi dell'opera di Renè Ferretti (il regista) passano la maggiorparte del loro tempo a divertirsi a spese dei poveri giovani che si trovano nella stanzetta a fianco a lavorare per loro come muli di fronte al pc. E come dice la canzone "è l'Italia che va".